Istituto di Virologia Vegetale

L’Istituto di Virologia Vegetale è stato costituito con Provvedimento ordinamentale n. 015771 del 22 gennaio 2001 del Presidente del CNR.

L’attività istituzionale risponde alle seguenti linee di ricerca:

  1. Problematiche relative ad agenti fitopatogeni virali e virus-simili (viroidi e fitoplasmi), studiate mediante:
    (i) ricerca di base (identificazione, classificazione, caratterizzazione biologica e molecolare degli agenti fitopatogeni, espressione genomica, sintesi ed utilizzazione di trascritti biologicamente attivi, espressione di proteine ricombinanti, trasformazione di piante mediata da Agrobacterium sp., ecc.);
    (ii) indagini di carattere applicato (rilevamenti epidemiologici, biologia dei vettori, sorgenti di infezione, cicli naturali dei patogeni, elaborazione di modelli previsionali delle infezioni, problemi di quarantena, ecc.);

  2. Perfezionamento della diagnostica virologica mediante produzione di anticorpi monoclonali e policlonali. Allestimento di kit diagnostici sierologici, immuno-enzimatici e immuno-cromatografici e loro utilizzazione mirata per particolari esigenze applicative; perfezionamento di metodologie diagnostiche molecolari (ibridazione di acidi nucleici, PCR, real time PCR, ecc.), di immuno-marcatura e di immuno-microscopia elettronica;

  3. Miglioramento dello stato sanitario del materiale vivaistico di specie arbustive, legnose (vite, fruttiferi) ed erbacee (piante ortensi, da fiore ed ornamentali) tramite: selezione clonale e sanitaria, risanamento di cloni infetti con metodologie di laboratorio, controllo sanitario del materiale da riproduzione con mezzi sierologici, molecolari e saggi biologici tradizionali. Applicazione di misure di profilassi;

  4. Messa a punto e sperimentazione di metodologie ecocompatibili per la difesa delle colture dalle infezioni virali e fitoplasmiche. Reperimento di caratteri di resistenza all’infezione e loro introduzione in specie coltivate con metodologie convenzionali e non convenzionali. Studi sull’utilizzazione dell’ingegneria genetica per induzione di resistenza in specie coltivate mediante introduzione di geni virali (‘pathogen induced resistance’).

Le ricadute pratiche delle ricerche trovano applicazione in contratti e convenzioni stipulate con Enti pubblici e privati. Riguardano prevalentemente controlli fitosanitari delle colture agrarie oppure di materiale da riproduzione ed interessano, come controparte, Amministrazioni regionali, provinciali, Comunità montane, Associazioni di produttori, Ditte sementiere, ecc.

L’Istituto, inoltre, presta consulenza al Ministero per le Politiche Agrarie e Forestali (MiPAF: piano di lotta alla Flavescenza dorata della vite ed eradicazione di Pepino Mosaic Virus, ad esempio) ed ai Servizi Fitopatologici di varie Regioni italiane (controllo virologico di materiale vivaistico, ad esempio).

Inoltre, svolge attività di formazione per ufficiali fitosanitari, giovani laureati e tecnici agrari attraverso corsi di aggiornamento, seminari, visite presso l’Istituto.

Molti suoi ricercatori svolgono attività didattica a livello universitario, anche con incarichi ufficiali, e attività divulgativa per conto di Enti pubblici del settore agrario, Scuole, Istituti e Associazioni di coltivatori.